QUESTO BLOG
Perché “La rosa e il giardiniere”
La rosa è il brand, il giardiniere è chi la fa fiorire. Chi fa branding come si dice in gergo. Nessuna marca è diventata tale senza un buon dna di partenza; ma nessuna ha continuato ad esserlo nel tempo senza le cure di un bravo giardiniere. Come le rose fioriscono in giardini accurati, così le marche prosperano nella loro naturale condizione, che poi naturale non è affatto essendo la marca il prodotto culturale per eccellenza. La naturale condizione è la relazione: marca/cliente, o meglio marca/punto-vendita/cliente, dove le parole “punto vendita” sono il risultato di un insieme magico fatto di tecnica, tecnologia e fattore umano destinati a fare (o non fare) la differenza. Tra una relazione commerciale tra pari ed una via di mezzo tra l’agito e il sopruso. Tra uno scambio consapevole che arricchisce entrambi i contraenti e una cosa priva di senso e di perchè. Noi de “La rosa e il giardiniere” siamo quelli che cercano di migliorare la naturale condizione. Quel mirabile equilibrio tra tecnica, tecnologia e dimensione umana che fa da humus alla vita delle marche nel luogo dove avviene l’incontro e lo scambio, il punto vendita. Virtuale o fisico, innovativo o tradizionale, di proprietà o in franchising. Ci piace pensare che la Rete (nel senso di internet) possa aiutare le reti (nel senso di punti vendita) e prim’ancora le persone che lavorano per le reti ad essere il più vicine possibili ai propri ideali umani e professionali. Perchè se si dismettono tutti i sogni e tutte le utopie, prima o poi si finisce con non credere più a nulla. Neppure alla differenza che corre tra le rose di plastica e quelle vere.
|
|