
Buffa la Storia, si fa per dire. Quella con la esse maiuscola. Il 10 maggio del 1933 nella Opernplatz (la Piazza dell'Opera) di Berlino il ministro della propaganda Goebbels pronuncia un discorso elogiativo ai giovani studenti nazisti che "spontaneamente" hanno dato l'assalto a biblioteche pubbliche e private per raccogliere i libri da bruciare.
Nei roghi finirono (come leggiamo qui) migliaia di opere di grandi intellettuali del periodo weimariano: gli scrittori Thomas Mann, Heinrich Mann, Bertold Brecht, Alfred Döblin, Joseph Roth, i filosofi Ernst Cassirer, Georg Simmel, Theodor W. Adorno, Walter Benjamin, Herbert Marcuse, Max Horkheimer, Ernst Bloch, Ludwig Wittgenstein, Max Scheler, Hannah Arendt, Edith Stein, Edmund Husserl, Max Weber, Erich Fromm, Martin Buber, Karl Löwith, l'architetto Walter Gropius, i pittori Paul Klee, Wassili Kandinsky e Piet Mondrian, gli scienziati Albert Einstein e Sigmund Freud, i musicisti Arnold Schönberg e Alban Berg, i registi cinematografici Georg Pabst, Fritz Lange, Franz Murnau e centinaia di altri artisti e pensatori che avevano contributo a costruire le basi intellettuali della cultura del Novecento.
Per questo ci ha fatto particolarmente piacere sapere dell’iniziativa della Vhh-Pvg, l’azienda per il trasporto pubblico di Amburgo. Da qualche tempo a bordo degli autobus che attraversano la città tedesca (completamente distrutta dai bombardamenti ma egualmente bellissima) hanno trovato ospitalità piccole biblioteche composte da una cinquantina di libri. I viaggiatori non solo possono leggere durante il tragitto, ma se il libro gli è particolarmente piaciuto, possono pure portarselo via con loro. E restituirlo dopo. O tenerselo. O portarne un altro in cambio. Uno sponsor illuminato (è il caso di dirlo) provvederà a reintegrare lo stock.
Due considerazioni. La prima è banale ma inevitabile: i bus tedeschi (evidentemente) traballano meno dei nostri. La seconda è altrettanto inevitabile: nel paese del gatto e la volpe dopo due nano secondi non ci sarebbe più alcun libro; i percorsi sono troppo brevi, spesso non c’è posto a sedere e gli scaffalini rimarrebbero vuoti e tristi, un po’ come succede nel metro di Milano con l’iniziativa “scambia un libro”.
Eppure… Eppure l’avvento (parola magica: ricorda tanto il Natale) dell’i-pad manderà al macero un cifrone di bei libri. E allora perché non adottare l’idea dei saggi Amburghesi calandola nel contesto Italia? Magari rendendo disponibili i libri in altri luoghi di aggregazione come… treni a lunga percorrenza, sale d’aspetto di ogni genere e natura (stazioni, aeroporti, studi medici) piuttosto che centri commerciali, luoghi di cura della persona…. Per dare un servizio aggiuntivo, un coccolo al cliente, un tono diverso (più allegro, più spiritoso, più curioso) al punto vendita.
Ultimo ma non ultimo (uffa! Promettiamo che è l’ultima volta che usiamo questa perifrasi) nonostante il triste esempio offerto dagli studenti tedeschi nel ’33, siamo fortemente convinti che una donna (un uomo) che legge sia un individuo un po’ più ragionevole e un po’ meno preda dei propri istinti animali. |