La rosa e il giardiniere


Fatti, opinioni e commenti in tema di punti vendita e consumo consapevole a cura di Evolvere.it



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UN AMORE SCANDINAVO

8-Ottobre-2010
Topics: ottobre-10

Noi amiamo Ikea. Da sempre. Anche se non è nostro cliente. Per ora, s’intende. La amiamo sin dall’inizio, anche quando trovare un parcheggio a Corsico era come vincere al terno lotto. L’amiamo nonostante le ombrose ritrosie del suo leggendario fondatore che, tra gli altri misteri, solo quest’anno s’è deciso a rendere pubblici i colossali profitti della sua azienda. Guadagni, sia detto per inciso, strameritati. Amiamo Ikea perché ha saputo realizzare nel concreto quella che per molti altri (in verità: per tutti gli altri) è solo uno slogan, una bubbola per pavoneggiarsi e provare a vendersi come legittimi fratellini del signor Gropius.
 
Amiamo Ikea perché ha trasformato in realtà l’idea platonica del “design democratico”: oggetti che funzionano, spesso anche molto belli e che si possono persino comprare. Perché il loro prezzo, come predicava appunto Gropius, è per definizione popolare. Miracolo. Ovvero l’essenza del design secondo la lezione dello Staatliches Bauhaus: disegnare e industrializzare cose belle, funzionali e soprattutto poco costose, quindi alla portata di tutti.
 
Siamo stati spesso alle Ikee ultimamente. A Carugate e persino nel nuovo punto vendita di San Giuliano (arrivarci è un’impresa…). Abbiamo guardato, toccato e comprato. Abbiamo sofferto e sacramentato il giusto durante le sessioni sado-maso che inevitabilmente accompagnano il montaggio del diabolico oggetto del desiderio. Abbiamo trafficato con le chiavine e le chiavette. E persino letto le istruzioni come da contratto.
Tutto secondo la norma? Tutto come da tradizione? No. E’ comparsa una ruga inattesa sul volto apollineo della bella Ikea. E’ qualcosa di più di una ruga, sembra una crepa. Come se fosse l’inizio (l’indizio?) di una resa che la dea scandinava sta per compiere. I peggiori vizi mediterranei stanno lì in agguato: si chiamano pressappochismo, fretta, sbadataggine, cattivo servizio. E’ la limitatezza, se non la totale assenza, di addetti alla vendita adeguati quando la vendita si fa complessa e l’acquisto non si limita a due candelette o a un sottovaso color pervinca.
 
La vendita si fa complessa quando il cliente ha bisogno di capire. Quando il cliente ha bisogno di attenzione e competenza tecnica e non basta, non può bastare, un o un no oppure un “guardi un po’ più in là”, “non lo so, lo chieda alla collega”, “non lo so: non sono del reparto”.
Sono pochi? Sono sotto pressione? Sono scontenti? Insomma, qual è il problema del personale a contatto con il pubblico in Ikea?
Forse c’è bisogno di un Mystery. Forse Ikea lo fa già. Forse lo fa bene. Forse potrebbe farlo meglio.
Intendiamoci, con l’andazzo tutto italico del “chi urla di più la mucca è la sua”, anche se sei scortese sino alla cafonaggine a volte non succede proprio nulla. Alcune insegne continuano e continueranno a prosperare perché la forza del brand o della formula è tale da far sopportare alla maggioranza dei clienti qualsiasi infamia relazionale.
 
Ma sono pochi, pochissimi, i marchi che se lo possono ancora permettere.
Uno di questi è certamente la bella dama svedese. Non c’è dubbio. E’ un fatto persino più scontato della "Prima Legge della Robotica".
Ma che peccato che tutto ciò accada in Ikea, un mondo progettato con così grande cura, intelligenza, attenzione maniacale al dettaglio
La verità, ammesso che ce ne sia soltanto una, è che la differenza continuano a farla le persone. Purtroppo. Ma anche per fortuna.

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Tag: ikea, design, prodotti, addetti, ricerca, mercato, popolare, prezzi, profitti, aziende, punto vendita, parcheggio, contatto, pubblico, cliente, vendita, acquisto, pressione, vizi, ,,


COMMENTI
2 commenti per Un amore scandinavo
E' invece la dimostrazione che il customer service non fa profitti (semmai li mangia) e non e' determinante per il successo di un'azienda.

Cio' che e' importante per un'azienda e' avere un posizionemento forte, distintivo, unico. Ikea ce l'ha e prospera. Se puo' consolare, i USA il personale Ikea e' ancora meno disponibile, presente e preparato, esperienza personale.

Il problema di Ikea non si chiama "personale incompetente", si chiama "percezione di qualita' ". Sempre piu', Ikea e' sinonimo di "vorrei e non posso", di "scarsa qualita'" e sempre meno di "acquisto intelligente, trendy e di design".

Su quello e' attaccabile avendo dimostrato che si puo' fare design a costi bassi.

Sul fatto che ci sia poco personale e poco preparato, e' anche una percezione nel potenziale cliente, che arrivando in un category killer delll'arredamente non si aspetta certo il servizio di De Padova a Milano.

E comunque, per quanto riguarda l'Italia, a esclusione di Milano, dove ormai e' passe', andare all'Ikea e' ancora qualcosa di figo e misterioso, come mangiare il sushi "cosi', come esperimento".
Scritto da: Marco - 08/10/2010 13:07:09
 
Parole sante! La differenza la fanno le persone, soprattutto nei settori in cui più o meno quello che si vende è uguale e il prezzo non varia poi così tanto. La differenza la fa il servizio "pre e post-vendita". Il fatto sconvolgente è che il consumatore italiano è talmente abituato ad essere trattato male che basta poco, l'educazione e il rispetto imparate da papà e mamma, perché ti conceda la sua approvazione. Peccato che i dirigenti i quali devono eleborare i Piani Strategici (senza voler generalizzare), forse impegnati a tagliare i costi (per pagare i loro stipendi... come sono cattivo e qualunquista, scusatemi) non se ne siano ancora accorti. Io sono convinto che la prima azienda che lo capisce e ci investe, potrebbe ammazzare la concorrenza. Certo bisogna pensare al medio e non al breve e fare qualche sacrificio...
Per ora al consumatore non resta che cercare di farsi una cultura autonomamente su quello che desidera e poi comprare su internet: non fai code, hai lo stesso livello di aiuto che avresti da un addetto medio, di solito paghi meno. Ma che peccato non avere il contatto umano, non uscire dal negozio soddisfatto chiedendo all'addetto il nome perché è stato proprio bravo...
Scritto da: stefano - 08/10/2010 10:38:58
 

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