PAROLE ELETTRONICHE |  |
| | 12-Maggio-2010 | | Topics: maggio-10 |  | | 
Domani apre il Salone del Libro. Il tema dell’e-book sarà trattato in lungo e in largo. Magari a sproposito. Ma certamente, insieme ad un bel mazzo di polemiche assortite che ogni anno non possono mancare, il libro elettronico sarà l’argomento principe.
Inutile dire che saremo presenti come “un suol uomo”, come usava dire nel corpo dei Cavalleggeri di Pinerolo, per curiosare, girare tra gli stand, ascoltare relatori, comprare libri usufruendo dello sconto… Ma soprattutto per saperne di più su un tema che ci sta molto a cuore e su cui stiamo indagando: conoscere e misurare la natura del legame tra nuove tecnologie dell’accesso, vecchi e nuovi contenuti di comunicazione, impatto sui lettori-fruitori. Ma di questo (se saran rose…) ne parleremo in dettaglio più avanti (sorpresa).
Per il momento stupitevi come ci stupiamo sempre noi sulla “grande follia” dei mercati. Che, come ben sanno anche alla BCE, sempre da uomini son fatti. Ecco una pillola di ciò che abbiamo letto qui a cura di Antonio Dini sul mondo del libro: “statisticamente parlando, in libreria entra un libro nuovo ogni 7 minuti, l'80% non viene stampato in più di 500 copie (e non le vende) mentre due italiani su tre comprano meno di 4 libri l'anno. Il 14% degli acquirenti esprime il 41% degli acquisti, pari a 235 milioni di copie… Un mercato pazzesco, fra i peggiori d'Europa per la dannazione dei nostri editori”. L’innovazione di prodotto-accesso-distribuzione (eccetera eccetera) che l’avvento dell’e-book comporta cambierà qualcosa? Crescerà il numero dei lettori “deboli”? O, come spesso accade nel paese-più-bello-del mondo, cambierà tutto affinché tutto resti come prima? |
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COMMENTI 1 commenti per Parole elettroniche |
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L'innovazione data dall'e-book è garantita e sicura. Ne abbiamo prova fin dall'articolo del "giardiniere". Si utilizza il termine anglofano Book e non libro. Associato alla "e" di "eletronic". Questo fa si che l'oggetto è di per se considerato qualcosa di diverso, nuovo e un po' sconosciuto. Sarà un'innovazione che porterà nuovi lettori? Non credo. Penso sarà un oggetto utile per viaggi, conferenze data la leggere e "mobilità" del dispositivo. Nulla di paragonabile al peso dei vecchi tomi, ingombranti e polverosi, che dovevi portarti appresso per ricerche o esposizioni professionali o didattiche che fossero. Ricordiamoci però che il tomo su cui hai studiato e sofferto non potrà essere sostituito, sia per apprendimento che consultazione.
L'e-book ci darà nuovi lettori e contribuirà ad innalzare il livello culturale del Paese? Non credo. La curiosità che spinge a conoscere, ad investigare tra le righe e a dannarti su concetti (astratti, filosofici, narrati o scintifici) non dipende dal mezzo che utilizzi ma dalla spinta che senti.
Vorrei aggiungere una riflessione a quanto descritto nell'articolo: i dati espressi per gli acquisti di libri e dei relativi lettori, non tengono conto delle biblioteche pubbliche: siamo proprio sicuri che gli italiani leggano cosi poco? O forse il costo dell'editoria è un po' troppo elevato?
Sarebbe interessante capire a che livello di mercato l'e-book si collocherà: chepear or expensive? | Scritto da: Davide - 14/05/2010 17:46:08 | |
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