MR. MASOCH I SUPPOSE |  |
| | 6-Maggio-2010 | | Topics: maggio-10 |  | | 
Se non l’avete ancora letta, correte a leggervela qui la storia del passaggio offerto a due turisti americani dal Presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo. Al ristorante nel centro di Roma. Non si trovava un taxi. Pare che il “trattore” (neologismo) abbia risposto con il purtroppo consueto, celebre, cinico sarcasmo capitolino alla pur sensata richiesta dei due. Montezemolo che stava lì per i fatti suoi, li ha caricati sulla Panda della moglie e li ha accompagnati in albergo.
Anche noi eravamo a Roma l’altra sera. Anche noi in compagnia di un’ospite (affettivamente e professionalmente) molto importante. Anche noi a cena in una trattoria celebre, celeberrima. Dove s’è mangiato male serviti peggio. E pure noi siamo stati in qualche misura oggetto del consueto, celebre cinico sarcasmo capitolino. “Non tollero che si parli male del mio Paese, di Roma, della gente che lavora tra mille difficoltà» ha affermato Montezemolo. Ha perfettamente ragione. Di più: ha sacrosantamente ragione. E ha ragione anche perché - oltre a dire - ha fatto, da uomo di mondo qual è, la cosa giusta. Però.
Nel nostro sciagurato paese c’è il 60% del patrimonio artistico mondiale (sì, avete letto bene). Templi. Tombe. Anfiteatri. Palazzi. Quadri. Statue. Giardini. Arazzi. Chiese. Piazze. Fontane. Pure i cimiteri (non tutti) hanno un grande valore artistico. Il 60%. Nonostante furti, traffici, tombaroli, guerre, sequestri, incendi, incuria. Non bastasse, in Italia c’è pure Roma. La sola città al mondo dove sia possibile leggere ininterrottamente i segni – di straordinario valore estetico - di più di 2000 anni di storia della civiltà: preromana, romana, medievale, rinascimentale, barocca…
L’Italia è (senza se e senza ma) il paese più bello al mondo. Però il suo “core business” come dicono al Testaccio non sono le torbiere, i laminatoi e neppure la produzione in genere, ma il commercio a tutti i livelli e il “commercio culturale” in particolare: la vendita di esperienze e di emozioni, il prodotto di cui ha più fame il mondo. (E’ inutile ricordare che l’ngrediente base di un’economia dell’emozione è la relazione?) Purtroppo il paese più bello del mondo è affetto da un male altrove sconosciuto. Si chiama italo-masochismo, la variante più aggressiva di quello classico: le botte non bastano mai. Pare che non ci sia speranza di antidoti. A breve. |
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