La rosa e il giardiniere


Fatti, opinioni e commenti in tema di punti vendita e consumo consapevole a cura di Evolvere.it



 Home  |   Questo blog  |   Manifesto delle idee  |   Chi siamo  |   Contatti  |   Info e policy  | 


LA CADUTA DEGLI DEI

3-Dicembre-2009
Topics: dicembre-09

I giornali che si occupano di moda e di costume ne hanno parlato parecchio e Michele Boroni ha proposto nei giorni scorsi una sintesi interessante.
La notizia è l’ultima iniziativa in ordine temporale di H&M la catena della “moda democratica”. Un gruppo selezionato di 200 punti vendita dell’insegna di cui 6 in Italia ha avuto l’opportunità di proporre una collezione speciale Jimmy Choo.
Speciale perché disegnata ed offerta in esclusiva per H&M ad un prezzo quattro/cinque volte più basso rispetto allo standard della marca.
Risultato: grande successo di pubblico (e di critica).
L’altra notizia, meno stringente dal punto di vista della cronaca ma altrettanto significativa, è che Ikea, la catena del “design democratico”, in meno di dieci anni ha aperto il 64° punto di vendita in Italia.
Nella puntata scorsa abbiamo preso a pretesto (ma non tanto) l’esempio di FarmVille per sostenere che fare marketing consista sostanzialmente nel “capire la gente”. E apparentemente non dovrebbe essere poi così difficile “capire la gente”, se ci riescono così bene imprese svedesi che fanno cose stupende in settori (la moda popular e l’interior design) che hanno visto il made in Italy fare il bello e il cattivo tempo per anni. Cosa è successo, o meglio, cosa ci è successo?
Sostiene una sorta di aforisma del marketing che se il toscano (nel senso di sigaro) fosse stato inventato in Francia, sarebbe diventato molto più famoso e “reputato” nel mondo.
Ma qui non si tratta di prodotti che appartengono al cotè splendidi&negletti - il toscano, la grappa prima dell’intervento di quel genio della signora Nonino… - che sono miracoli difficilmente clonabili dall’ingegneria di marketing. Che quando ci prova, l’ingegneria di marketing, vedi ri-posizionamenti a go-go di brand asfittici e decotti, non funziona praticamente mai.
Qui si tratta di metodo, oltrechè di intelligenza.
Non scomodiamo, per favore, le diavolerie del management. Il merito non sta nell’applicazione del supply chain o dell’uso delle “piattaforme”, altra parola insopportabilmente alla moda.
Certo, se sbagli piattaforma e/o supply chain, sei fuori in 36 secondi netti. Ma colpi di genio come la 500 o come la Qashqai non sono riconducibili alla “buona gestione” dei fornitori né alla capacità organizzative in senso lato.
Il successo è figlio delle idee. Del coraggio imprenditoriale. E del modello di business, cioè di metodo.
Senza idee non si va più da nessuna parte. Ma senza metodo, si resta a metà strada.
Inutile ricordare che il metodo dei metodi è ascoltare la gente?

Share
Tag: marketing, moda, costume, standard, made in italy, prodotti, gente, piattaforme, genio, idee, coraggio, business, metodo, capacità, intelligenza, catena, ,,,,,


COMMENTI
1 commenti per La caduta degli dei
Temo che ancora più difficile del capire la gente, sia accettare quello che della gente si è capito! e questo vale sia in ambito professionale che personale..
Scritto da: Grillo - 04/12/2009 12:27:16
 

 COMMENTA LA NOTIZIA
Nome* Cognome*
E-mail* (Non verrà visualizzata)
Commento*
Copia il codice di controllo 8aDVK7J

 Come iscriversi
a questo blog 

Leggi anche il blog di Giuseppe Ravera:
 "c’è un ulivo sul balcone" 

CERCA NEL BLOG
Cerca:

ARCHIVIO
marzo-10  (8)
luglio-09  (8)
settembre-10  (8)
agosto-10  (1)
luglio-10  (6)
giugno-10  (8)
novembre-10  (9)
aprile-10  (6)
dicembre-10  (5)
febbraio-10  (7)
gennaio-10  (5)
dicembre-09  (4)
novembre-09  (5)
ottobre-09  (5)
settembre-09  (9)
maggio-10  (8)
luglio-11  (3)
marzo-12  (3)
febbraio-12  (2)
gennaio-12  (2)
dicembre-11  (2)
novembre-11  (4)
ottobre-10  (9)
setembre-11  (4)
aprile-12  (2)
giugno-11  (3)
maggio-11  (3)
aprile-11  (7)
marzo-11  (7)
febbraio-11  (6)
gennaio-11  (6)
ottobre-11  (5)

Per saperne di più chiama
+39 02 8739 4909

www.evolvere.it
Mappa  |  Netiquette Credits