
Succede che un viceministro dica delle cose. Belle, brutte o così così. E puntualmente succede che si faccia di tutto per non entrare nel merito, come si diceva una volta. Oltretutto, le opinioni – belle, brutte o così così – espresse dal viceministro riguardavano proprio il merito circa un diploma di laurea conseguito a 28 anni.
Sempre nella stessa occasione ha poi argomentato riguardo al sapere artigiano. Il viceministro, così almeno abbiamo capito, è dell’idea che sia molto più utile alla società un bravo artigiano piuttosto che un laureato così così. Un bravo accordatore di pianoforti, un lattoniere provetto, un vivaista sopraffino. Un ragionamento che ci ha immediatamente ricordato gli esercizi di pensiero dell’indimenticabile Catalano. Ma invece, apriti cielo. “E’ un arrogante; ha vinto una cattedra all’Università perché raccomandato; la nonna materna suonava il pianoforte in un locale equivoco a New Orleans!”. (Indovinare quale delle tre affermazioni è falsa).
Così, mentre il paese prova a liberalizzare qualche tratto di normalità, il vezzo di giudicare i modi e non la sostanza pare non passi di moda. |