La rosa e il giardiniere


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IL LIBRO SI SPEZZA, LA SCUOLA ANCHE

30-Novembre-2011
Topics: novembre-11

Grandi o piccoli, locali o multinazionali, i nostri clienti sempre aziende private sono. Purtroppo. Perchè nel settore della Pubblica Amministrazione le cose da fare per migliorare o anche solo rendere decenti i servizi, sono molte. Le indagini di customer, per non parlare di mystery, sarebbero indubbiamente di grande beneficio se non altro perchè alzare la nostra voce per denunciare guasti e danni che l’orrenda macchina quotidianamente compie ci aiuterebbe a sentirci meno sudditi e più cittadini.
Come sa chi ci legge, noi amiamo le micro-storie, il racconto della vita quotidiana piuttosto che la storia degli eventi, come insegna la grande scuola de Les Annales. Come si consuma, quanto, dove e perchè, attraverso quali criteri, logiche, ispirazioni, sono i quesiti che più ci attraggono. Le micro-storie ricapitolano al di là della semplice aneddottica aspetti che ci accomunano, nella speranza – non sappiamo quanto illusoria - che ci siano di aiuto nel trasformare frustrazioni e amarezze in riflessione critica, se non addirittura in progetto.
 
Sono due le storie che raccontiamo oggi. La prima ci è stata segnalata da Carlo B. un signore che lavora in un’università pubblica. La notizia è che i bibliotecari italiani minacciano di boicottare grandi nomi dell’editoria italiana, chè i libri di alcune famose collane sono stampati male e rilegati peggio, al punto che si aprirebbero come cachi maturi già dopo pochi prestiti. Ricordiamo en passant che i libri vengono acquistati con denaro pubblico – cioè nostro - sempre più limitato e di come la missione di un bibliotecario sia duplice: consentire la circolazione dei saperi e nel contempo conservare i supporti fisici che li veicolano: libri, cd, dvd, giornali, riviste, microfilm, video. Spacciare a un bibliotecario un libro che perde le pagine già alla terza apertura, è quindi molto peggio di un crimine commerciale, è un atto contro natura.
 
La seconda microstoria riguarda un dovere-diritto, l’istruzione dei figli, e la racconta Maria C. madre di un piccino che l’anno prossimo verrà iscritto alla prima elementare. Forse un po’ ansiosa, ma non del tutto ingiustificatamente come vedremo, Maria si informa con largo anticipo e scopre che ci sono ben due scuole elementari nelle immediate vicinanze di casa. Quale delle due scegliere? Sul web c’è poco o niente, numeri di telefono a parte. Peccato che al telefono non risponda nessuno. Dopo aver provato inutilmente, Maria decide di andare a chiedere informazioni di persona, in fondo sono solo pochi passi da casa. Sono quasi le cinque del pomeriggio, la segreteria è chiusa. All’ingresso della scuola campeggia un cartello: “Attenzione: il numero di telefono della scuola è cambiato”. Maria, come quasi tutti noi, è una donna piena di “impicci” come si dice a Roma, così fa un altro tentativo consapevolmente fuori orario. Questa volta è più fortunata, s’imbatte infatti in un essere umano che ha assunto le sembianze di bidella alla quale riesce faticosamente (o furiosamente?) a carpire un altro numero di telefono, quello della “Segreteria Centrale”. Ma  ancora nessuna risposta. Altra ricerca sul web premiata dalla scoperta di un altro sito che, come le matrioske, contiene sotto la dicitura “informazioni” un magico indirizzo e-mail. Ma la mail rimbalza indietro, una, due, tre volte: “impossibile raggiungere il destinatario”.
 
La scuola è un diritto-dovere, ma anche un dovere-diritto. Una delle cose, poche in verità, che ancora consentono di distinguere l’uomo dalla scimmia. Peccato che la segreteria della scuola bramata da Maria sia disponibile dalle 10 alle 12 e gli incontri con il “Responsabile di Istituto” dalle 13.30 alle 14.30. Non sarebbe un gran problema se Maria non dovesse di tanto in tanto pure lavorare e se in Italia l’arte della comunicazione digitale fosse praticata quanto la degustazione del culatello di Zibello nei paesi islamici. Per quanto riguarda i libri, pare che studiare senza sia praticamente impossibile. Non ci resta che fare i nostri migliori auguri al piccolo Francesco e agli amici bibliotecari.

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Tag: consumo, prodotti, racconto, libri, cultura, eventi, punti vendita, cittadini, doveri, diritti, servizi, mystery, clienti, aziende, progetto, ,,,,,,


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