
Vero, verosimile, finto, clonato, farlocco totale… Il tema dell’autenticità attraversa più o meno silenziosamente tutta la nostra vita. Dalle finte Vuitton vendute sui marciapiedi sino al formaggio “parmesan” prodotto in Cina e spacciato per “italiano autentico”. Ma dove il tema dell’autentico si fa oltremodo spinoso è quando riguarda persone. Se gli oggetti taroccati sono un danno economico (una truffa e un furto dell’ingegno altrui) una persona fasulla, phoney, come ama dire Holden Caulfield nel famoso romanzo, non è solo una truffa, è un dramma di vaste proporzioni.
Così, quando s’incontra e si vive un’esperienza genuinamente autentica, la sorpresa (e la soddisfazione) sono moltiplicate, avvelenati come purtroppo siamo da troppi anni da relazioni basate sul nulla, che nulla chiedono perché nulla dànno.
Crediamo sia questa la vera ragione del successo che ha avuto la serata organizzata da BMW Motorrad Milano nella sede di via Ammiano. C’erano persone vere che avevano il desiderio autentico di scambiarsi storie vere. Storie di motociclisti. Magari mortalmente noiose per chiunque non sia mai salito in sella e non abbia provato, poveretto lui, il piacere di avere vent’anni e affrontare la strada con gioiosa libera incoscienza.
Una persona fra tutte ci ha colpito. E’ una nostra vecchia conoscenza, anche se l’abbiamo incontrato di persona per la prima volta quella sera. Lo conosciamo bene perchè lo ascoltiamo da anni. E negli anni non è cambiato: pacato, competente, avvincente. Un giornalista televisivo di grandissimo livello. In Italia il migliore nel suo settore.
Dove sta la sorpresa, vi chiederete. Semplice. Visto “dal vivo” Nico Cereghini è esattamente come appare in tv: pacato, competente, avvincente. Totalmente privo della spocchia che, ahìnoi, contagia regolarmente dopo 5 minuti di notorietà l’ultimo arrivato nel mondo del piccolo schermo.
Nico ha invece trasformato la presentazione del suo ultimo libro “Casco ben allacciato” in un occasione di relazione con le persone, creando quello che si chiama “stare insieme tra motociclisti”: giovani e diversamente giovani; vecchie volpi e neofiti; ingarellati ad ogni semaforo o tranquilli lungo-stradisti. Un ascolto collettivo che sarebbe andato molto oltre il momento dell’inevitabile game over perché lo spirito della serata non è stato funestato (una volta tanto!) dalle solite orrende promozioni di prodotto; il solo spirito che aleggiava nell’aria era quello – autentico – delle emozioni. Che, quando sono vere, hanno un sapore unico e inconfondibile.
Anche per questo possiamo dire di aver incontrato un grande professionista e una persona generosa e autentica. Il sospetto che le due cose siano strettamente correlate ci sembra più che fondato. |