GENTE DI COLLINA |  |
| | 29-Aprile-2011 | | Topics: aprile-11 |  | | 
Amata da milioni di consumatori in Italia e nel mondo, a noi la Nutella non è mai piaciuta troppo. Così come abbiamo sempre trovato terribilmente cheap le spaventose campagne pubblicitarie Ferrero. Che pure hanno avuto e continuano ad avere grande successo. Al punto che, sottovoce, si narra che più di un Amministratore Delegato abbia supplicato la propria agenzia di provare a portargliela “qualche idea creativa alla Ferrero”. Facendo finta di non sapere che il successo di quel genere di advertising deriva da due fatti, banali come l’acqua alta a Venezia: la straordinaria forza dei prodotti, amatissimi dai consumatori; l’intelligente (ed estremamente consistente dal punto di vista economico) pianificazione media dell’azienda di Alba.
L’altro ieri ad Alba si sono tenuti i funerali di un uomo ancora giovane, un uomo capace e discreto, morto in circostanze drammaticamente banali, come molto spesso sa essere drammaticamente banale la vita.
Raccontano i giornali che ai funerali hanno partecipato 30.000 persone in una città, Alba, che di abitanti ne fa 31.000.
Carlo Petrini, il papà di Slow Food, persona certamente non tenera con le grandi imprese e con il sistema industriale in genere, sostiene che i Ferrero hanno non solo creato dal nulla un colosso di valore mondiale, ma l’abbiano fatto salvando e salvaguardando il territorio della Langa. In altre parole, Ferrero ha saputo inventare prodotti che piacciono a milioni di consumatori dando lavoro a migliaia di persone senza stravolgere la loro vita e la vita delle Langhe. Alba, città Medaglia d’oro della Resistenza, piccola era e piccola rimane. Perché, testimonia ancora Petrini, gli operai vengono prelevati dalle loro case da pulmann aziendali, e alle loro case riconsegnati la sera. Così si è salvato l’orto, si è salvata la vigna, si son salvate le colline narrate da Fenoglio e da Pavese.
Per questo tutta la città si è stretta intorno alla famiglia Ferrero, piemontesi discreti, seri, coraggiosi. Imprenditori di genio. Molto diversi da quegli altri, anche loro gente di collina, che invece di limitarsi a fare i creativi con i prodotti, si sono allegramente fumati i soldi dei risparmiatori giocando con carte e bilanci tarocchi.
Fare impresa nell’età della globalizzazione sarà sempre più difficile. Non c’è dubbio. Ma ci sono esempi (e persone) che tirano su il morale. In tutti i sensi. |
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COMMENTI 2 commenti per Gente di collina |
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| confesso... in realtà la Nutella a me piace tantissimo ma non ne abuso per evitare di lievitare a dismisura! e hai ragionissimo anche sul resto che hai scritto :-) | Scritto da: Laura - 29/04/2011 11:49:03 | |
 | | | Complimenti per il pezzo. Colgo questo stimolo dal punto di vista del branding e quindi della marca Nutella. Il dibattito su che marca sarebbe "Nutella" senza la Nutella, intesa come crema di cioccolato da spalmare, è sempre molto aperto.
Nutella è un brand perchè la Nutella è buona buonissima? (Come fa a non piacervi la Nutella!)
Ci sono marchi che sono marche senza avere un prodotto distintivo. La Nutella è ancora oggi inimitabile. La maggior parte dei prodotti invece sono stati clonati, pertanto è compito della marca fare la differenza.... | Scritto da: gaetano - 29/04/2011 10:58:03 | |
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