
Nel corso di un’intervista telefonica per una rivista d’informatica, dopo qualche minuto di inevitabile riscaldamento la conversazione sembrava aver preso quel certo non so che di pacata confidenzialità. Succede ogni qual volta gli interlocutori, pur sicuri del fatto loro, non stanno giocando a quell’orribile gioco in voga nella “Milano da bere” dei tristi anni ’80 in cui tutti contro tutti facevano a chi ne sa di più.
E’ stato in quel momento che il redattore ci ha chiesto cosa secondo noi vogliono oggi le aziende.
Domanda delle cento pistole, come si diceva al tempo di Dumas padre.
Dopo un attimo di esitazione, abbiamo risposto come un sol uomo: le aziende chiedono controllo.
Non tanto su se stesse, ché in tempi di ristrettezze i cordoni della borsa sono già stati rinserrati a dovere, quanto sugli altri.
Cosa fa la concorrenza, cosa offre la concorrenza, cosa accade nei punti vendita della concorrenza, qual è la politica di vendita day-by-day della concorrenza.
Sono queste le domande delle aziende, gli abbiamo detto.
Il nostro interlocutore al telefono è stato zitto per qualche secondo. Poi, dopo un lungo sospiro, ci ha confermato che sì, anche a lui questa cosa del controllo tornava.
La domanda successiva, inevitabilmente, ha riguardato il come si effettua il controllo.
A quel punto abbiamo sospirato noi, chè la questione si andava complicando. Innanzitutto gli abbiamo spiegato che c’è un problema di etica. Un conto è l’acquisizione di informazioni commerciali, un altro – molto, molto diverso - è lo spionaggio industriale, gli abbiamo spiegato. Nel qual caso, il secondo ovviamente, noi siamo usi a dire “no, grazie” e ci ritiriamo in buon ordine. Non ce lo chiedono quasi mai, grazie al cielo. Forse anche perché basta guardarci in faccia per capire che, no, non è il nostro mestiere.
E’ stato a quel punto che abbiamo capito di aver deluso – solo un poco, ma quel tanto che basta – il nostro interlocutore. Che forse aveva sperato in un piccolo sgup come diceva quel tale molto famoso negli anni ’80. Fatto sta che la conversazione si è andata rattrappendo e praticamente è morta lì.
Abbiamo il fondato sospetto che non saremo citati nel servizio della rivista. (continua) |