A DOPPIO TAGLIO |  |
| | 25-Ottobre-2010 | | Topics: ottobre-10 |  | | 
Girellando in Rete, la miglior scusa per fingere di lavorare duramente, ci siamo imbattuti in più di una ricerca sul ruolo giocato dai social media nel processo di acquisto. Informazione del tipo: influiscono, non influiscono, quanto, chi, per quali categorie di prodotti, target di età, etc.
Premesso che sulle ricerche dove non ci mettiamo personalmente le zampe siamo sospettosi come una scimmia della Rocca di Gibilterra (da cui, tra l’altro, dipenderebbero secondo la leggenda addirittura le sorti dell’Impero Britannico) parrebbe che i social media svolgano un ruolo sempre più importante nello scambio di opinioni sui brand.
Al punto che le aziende dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) smetterla di ignorarli. Tesi un po’ forte in un paese come il nostro spezzato in due dal digital divide peggio che dalla dorsale appenninica. Ma nel contempo affatto sciocca. Nel senso che bene o male, piano piano, anche l’amata Italietta s’adegua agli standard europei. Più spesso nel male, ma questa è un’altra storia.
Cosa dicono le ricerche lette in Rete sulla forza della Rete?
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Un buon 60% di persone (giovani) ricevono una dritta da un amico e poi vanno sul web a cercare conferme/smentite.
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Le più innovative e coraggiose nel ciclo “informazioni su Internet - acquisto” sarebbero le donne.
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Una quota diciamo interessante di questo passaparola personal-informatico si trasforma in acquisto (non riportiamo la percentuale perché non ci convince).
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Maggiore è il costo e/o il valore percepito di un bene (e quindi di un possibile acquisto) e più alta è la propensione a cercare/ascoltare consigli.
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Gli italiani non nutrono la stessa fiducia in tutti i social (e questo ci pare ovvio oltre che sensato).
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Un buon terzo delle persone intervistate dichiara che (attenzione: prendere con le molle che scotta…) probabilmente farebbe acquisti su Internet se il sito fosse “raccomandato” dal proprio social network di riferimento.
Come al solito, siamo al dilemma del prigioniero. Nel senso che se le informazioni che la/le ricerche mettono a disposizione sono ragionevoli e fermiamoci qui con le definizioni, entrambi i giocatori – in questo caso i consumatori e le aziende – vincono la partita. Nel senso che i brand che meglio soddisfano le promesse annunciate saranno premiati dal passaparola potente e (di fatto) inarrestabile della Rete. E i consumatori, una volta tanto, trattati con trasparenza e rispetto.
Tuttavia, pur guardandoci bene dal negare l’esistenza e la portata del fenomeno, i dati che abbiamo riportato riguardano un lavoro condotto a livello europeo. Purtroppo sappiamo bene quale sia la distanza che ci separa dal resto del mondo. Infatti, secondo una ricerca realizzata per eMarketer da Ben Macklin e Karin von Abrams, in Italia nel 2007 solo il 41,7% della popolazione adulta (24,2 milioni di persone) usava internet almeno una volta al mese, mentre in paesi come l’Olanda o la Norvegia gli utenti superavano l’80%.
Questo però non significa che non sia giunto il tempo di mettersi a pensare seriamente ad una seria “strategia digitale” (la ripetizione è voluta).
Seria perchè basata sull’autenticità dell’ascolto e soprattutto sul rispetto: si sa che siamo il paese tendenzialmente meno rispettoso del mondo.
Perché un dato, almeno uno, è certo, anzi certissimo. Se il popolo della Rete ha anche la più vaga idea di essere manipolato, di essere preso per i fondelli, la sgamatura è immediata. E la risposta altrettanto rapida ancorchè feroce. Perché il passaparola non contempla sfumature, sottili distinguo e neppure ragionevoli smentite. E’ una lama che taglia più del rasoio di Occam. |
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COMMENTI 1 commenti per A doppio taglio |
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| La mia esperienza ormai di 10 anni di marketing online e' che le persone non sono cosi' sveglie. Ovvero possono venre manipolate non diversamente (o anche meglio) che con metodi tradizionali. Ho un amico che ha creato per motivi di marketing un personaggio completamente inventato su Facebook, ma riceve costantemente richieste di amicizia, domande e in generale ha creato una relazione sincera partendo da una totale invenzione. Secondo me online il marketing funziona anhe meglio, e' possibile realizzare (se sei bravo) sistemi di marketing estremamente efficaci, ma che non per questo devono essere "la verita' | Scritto da: Marco - 27/10/2010 01:20:25 | |
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