
“Mi ero stancato del mestiere che facevo. Avevo voglia di inventare. Qualcosa che unisse il vecchio al nuovo. Come un posto dove potersi incontrare, ascoltare musica, sfogliare una rivista. Pranzare in modo semplice e genuino. Certo, Vinile è nato da un mio sogno. Per questo, come accade nei sogni, spero continui a cambiare”.
Inizia così il racconto di Gianluca, l’inventore di un locale nuovo. Un posto dove gli oggetti d’arredo rigorosamente vintage – le sedie, le poltrone, i tavolini – si possono comprare. E quello che tra i molti oggetti esposti non si vede - un disco raro, un giocattolo, un vecchio giradischi - si può cercare. Magari non è caro e neppure troppo lontano. Certo, i più snob e i più modaioli diranno che il concept di Vinilemilano l’hanno già incontrato a Londra o a Parigi. O in entrambe le città. Probabile, anzi augurabile. Ma non è questo il punto. Come non è in discussione la qualità dei vini, salumi, formaggi proposti da Vinile.
La cosa che desideriamo segnalare, ovvero il senso di questo post, è la creatività di quest’idea e, soprattutto, la cura con la quale è stata sviluppata. Perché un concept per quanto innovativo e intelligente non basta. Come per i negozi Apple o per le librerie che sopravvivono ad Amazoon e dintorni, il segreto del successo è banalmente sempre lo stesso. Trascurato come un catalogo di bigiotteria. Avvilito come il congiuntivo nei talk-show. Disatteso come una regola. Ma non per questo meno vero: i fatti hanno il torto di non essere interpretabili oltre misura. E la misura siamo noi ogni volta che compiamo delle scelte. Crisi, consumi calanti, incertezza: tutto vero. Così come è probabile che consumeremo meno. Anche se consumare meno non significa necessariamente rinunciare a consumare meglio. La differenza, qualità del prodotto a parte, la fanno come sempre le persone. Nei negozi Apple, nelle librerie dove i librai conoscono i libri e i clienti, in tutti quei “posti caldi e puliti” come li definiva Hemingway dove si può ascoltare musica frusciante e analogica, bere un bicchiere e persino curiosare tra le trouvailles. Una vecchia storia che ostinatamente ci ostiniamo a non voler ricordare. |